Piano strategico-programmatico 2006-2008
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Premessa
La Fondazione B.N.C., essendo rimasta fortemente caratterizzata dalle sue radici storiche, si differenzia sostanzialmente dalle altre fondazioni di origine bancaria per l’attenzione rivolta nello svolgimento della sua attività istituzionale nel promuovere e realizzare iniziative riguardanti il sistema dei trasporti – inteso come elemento di sviluppo compatibile - e il miglioramento morale ed economico delle famiglie dei ferrovieri, soci fondatori delle Casse di Deposito da cui trae origine l’Ente stesso.
Tale peculiarità è stata ulteriormente sancita dallo Statuto recentemente adottato dalla Fondazione (14 –6- 2005) che nel ricordare la sua storia (Premessa ed art. 1) indica tra le fonti designanti come “Enti Storici di Riferimento” (art. 6) le Organizzazioni sindacali dei ferrovieri ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed, in mancanza di uno specifico radicamento geografico, prevede come ambito di intervento il territorio nazionale ed internazionale con particolare attenzione alle aree meridionali (artt. 3,4).
Per quanto attiene alle fonti designanti, è opportuno ricordare, tra l’altro, un ulteriore elemento innovativo introdotto dal nuovo Statuto e condiviso dall’Autorità di Vigilanza: l’inclusione, tra i soggetti abilitati ad esprimere il nominativo di un componente dell’Organo di Indirizzo, degli Enti operanti nelle regioni Lazio e Calabria, destinatarie dei contributi destinati - legge 266/ 91 – al fondo di solidarietà.
In tale contesto, nel proseguire la traccia già posta in atto negli anni precedenti, si richiamano i principi guida tuttora validi:- L’autodeterminazione del ruolo culturale attraverso il perseguimento di un mix di attività dirette e di progetti decentrati ma direttamente pilotati e monitorati.
- Il perseguimento di iniziative che fanno leva e valorizzano il patrimonio culturale proprio della Fondazione, accrescendone la visibilità e la riconoscibilità nel vasto panorama delle attività svolte dalle organizzazioni no-profit.
- La caratterizzazione del Programma di attività in modo che le iniziative progettuali siano parimenti portatrici di innovazione, di vasto interesse generale, di diretta applicabilità concreta e consistentemente supportate nella diffusione anche all’esterno.
- La capacità di erogazione accresciuta attraverso la ricerca di fonti di alimentazione complementari alle proprie risorse disponibili, tale da favorire l’uso sinergico di risorse pubbliche e private, nazionali, internazionali e comunitarie per il soddisfacimento di fini di utilità sociale e sviluppo economico.
- La creazione di associazioni, enti e società di scopo strumentali generatrici di risorse aggiuntive e produttrici di attività strumentali ai fini statutari della Fondazione.
Per tradurre concretamente i principi guida enunciati la Fondazione con la sua azione progettuale ed erogativa svolgerà un ruolo finalizzato ad assolvere ad almeno tre funzioni:
- Sostenere lo sviluppo di realtà territoriali, in particolare supportando le attività innovative sopratutto in campi e settori non occupati dalla pubblica amministrazione e dalle imprese private. Sostenere attività innovative significa dar voce a quei progetti e a quelle organizzazioni capaci di rispondere alle esigenze della collettività evitando modelli tradizionali e desueti, soprattutto nei casi in cui questi ultimi non abbiano prodotto i risultati previsti e vengano perpetuati solo per tenere in vita le organizzazioni che li attuano. Per l’esercizio di questo ruolo, la Fondazione presterà particolare attenzione a quelle azioni che portino allo sviluppo del capitale umano e del capitale della conoscenza, uniche garanzie di capacità innovativa duratura e considerate storia, origini e profilo dei soggetti fondatori, del “tessuto sociale” di riferimento.La Fondazione, quindi, privilegerà sempre più il finanziamento di progetti e iniziative mirate, piuttosto che il generico sostegno di organizzazioni per valutare con cura il carattere innovativo di una attività e la sua capacità di rispondere ai bisogni di una collettività.
- Favorire la creazione e il consolidamento di soggetti sociali autonomi, robusti ed efficienti che possano farsi autonomamente carico dei bisogni della comunità. L’azione della Fondazione non mirerà dunque a risolvere in prima persona i problemi (scopo impossibile da realizzare date le risorse a disposizione), ma contribuirà ad accrescere le capacità sociali di creare soluzioni ai problemi stessi, anche grazie alla creazione di soggetti, in grado di divenire autonomi, che di quei problemi si facciano espressamente carico. La Fondazione non fornirà, pertanto, un sostegno stabile, duraturo e garantito ad una o più organizzazioni; un intervento di questo tipo rischierebbe infatti di sconfinare nel puro assistenzialismo.
Lo stile di azione della Fondazione si caratterizzerà invece per il sostegno al decollo di progetti ed organizzazioni che siano poi in grado di marciare sulle proprie gambe, raccogliendo finanziamenti da altri soggetti "filantropici" o reggendosi sul mercato quando ciò sia possibile. - Agire come “catalizzatore” degli attori interessati. La possibilità della Fondazione di contribuire alla risoluzione di problemi generali, non deriva solo né principalmente dalle risorse di cui essa dispone, ma anche dal suo essere un soggetto neutrale e privo di un interesse proprio, in grado perciò di svolgere sia un ruolo di mediazione tra le diverse parti coinvolte in un problema, che di esercitare una funzione "segnaletica" ed anticipatrice dei problemi stessi. La Fondazione può infatti diventare un autentico catalizzatore di risorse, il soggetto in grado di convocare attorno a tavoli progettuali tutti gli attori interessati a rispondere ad un bisogno della collettività per identificare soluzioni e mettere in moto risposte che tengano conto di tutti gli interessi coinvolti. Svolgendo questo ruolo, la Fondazione presterà particolare attenzione a quei progetti e a quelle realtà che operano in modo sinergico, catalizzando molteplici risorse, diverse competenze, più soggetti e rispondendo quindi alle esigenze di “creare rete” e sviluppare esperienze di partnership.
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QUADRO GENERALE ed OBIETTIVI STRATEGICI
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Scenari di riferimento
Non è ovviamente possibile fornire un quadro esaustivo degli eventi, dei cambiamenti e dei trend, dal livello nazionale a quello sopranazionale, dei quali deve tenere conto una fondazione come la BNC nel definire le proprie linee strategiche.
Ma "pensare il nuovo" richiede comunque una sintetica "mappa del cambiamento" per rintracciare linee d’ispirazione e disegnare interdipendenze rispetto agli ambiti d’intervento della Fondazione. Economia e tecnologia. Il processo di globalizzazione dell’economia, trainato dall’innovazione tecnologica e dalla liberalizzazione dei mercati, sembra indirizzato verso una ridefinizione del peso economico e del grado di integrazione "regionale" di grandi aree del pianeta, ed è diventato lo sfondo sul quale si proiettano gran parte delle discussioni in materia di politica economica.
Si consolidano nuovi protagonisti mondiali, come Cina e India, confermando così il ruolo centrale del sistema delle competenze e del capitale umano, e della sua crescita attraverso le leve dell’istruzione e della ricerca, come chiave per il successo economico. Nello stesso tempo, il continente africano, salvo rare eccezioni, continua ad arrancare sulla via dello sviluppo.
L’Unione europea sembra in difficoltà rispetto all’obiettivo strategico, definito nel 2000 a Lisbona, di diventare entro il 2010 "l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo". In questo quadro, si delinea un problema specifico italiano, che trova la sua traduzione nel dibattito sul "rischio di declino" del Paese e su come reagire ad esso.
La ricerca/innovazione e l’introduzione di nuove tecnologie rimangono fattori trainanti dello sviluppo, in particolare in campi con un impatto "trasversale", quali le biotecnologie e le nanotecnologie.
Cresce inoltre la consapevolezza che la "sostenibilità" costituisce un concetto-chiave e un parametro di riferimento trasversale, da declinare in molteplici ambiti: da quello del grado di utilizzo delle risorse naturali del pianeta a quello del ricorso a energie rinnovabili, a quello della sostenibilità finanziaria (intergenerazionale) dei sistemi di welfare. Relazioni internazionali. Gli equilibri geopolitici internazionali hanno conosciuto una profonda trasformazione. Viviamo l’onda lunga della fine di un mondo bipolare, con gli Stati Uniti in bilico, ancora lontani dal raggiungimento di un reale multilateralismo e l’Europa in difficoltà nella costruzione economica e politica dell’Unione.
Si pone il problema di un rafforzamento del ruolo istituzionale e degli obiettivi degli organismi sovranazionali, a partire dalle Nazioni Unite, insieme specchio della debolezza del quadro internazionale di fronte a situazioni di crisi e soggetto chiamato a svolgere ruoli di mediazione/soluzione di conflitti e di mantenimento della pace. Stato e istituzioni. Prosegue la ridefinizione di fondamentali assetti politici e istituzionali con uno spostamento dei confini tra mercato, non profit e Stato.
I processi di integrazione europea e riarticolazione degli stati vedono una nuova centralità della dimensione regionale/locale, in una UE a 25 membri, la cui geografia centro/periferia è stata in parte modificata dal processo di allargamento.
In tutte le economie avanzate è in atto un faticoso e ancora incerto, ma indispensabile, ripensamento dei meccanismi del "contratto sociale" basato sul welfare state, di fronte all’impatto del mutamento demografico, sociale ed economico e alle istanze di equità, pari opportunità e sostenibilità per le generazioni attuali e future.
Prendono forma nuove generazioni di politiche pubbliche caratterizzate dalla integrazione tra diversi livelli di governo e attori pubblici e privati, in una logica di governance; come le politiche di welfare, anch’esse hanno sullo sfondo la riduzione strutturale della spesa pubblica.
Università e mondo della ricerca attraversano, soprattutto in Italia, una fase di difficile trasformazione, insieme all’intero sistema scolastico-formativo, caratterizzati dall’attenzione per l’interdipendenza fra formazione, ricerca, sviluppi tecnologici e applicazioni operative.
Si afferma la consapevolezza della necessità di introdurre efficaci meccanismi di valutazione in un contesto di crescente competizione per risorse umane e finanziarie, scarse. Demografia e trasformazioni sociali. Prosegue la fase della transizione demografica nei Paesi sviluppati, e in particolare nell’Europa del Sud; in questo campo l’Italia è una nazione di "avanguardia", con un tasso di natalità tra i più bassi e valori di vita media tra i più alti nel mondo.
Il mutamento demografico ha conseguenze radicali nella trasformazione del "ciclo di vita", con nuove esigenze sul piano delle politiche dei redditi, del lavoro, della formazione, della famiglia, della casa, dei servizi sociosanitari. Un processo che si incrocia con un mutamento sociale diffuso, a partire dai comportamenti femminili, dai modelli familiari, dai nuovi stili e comportamenti giovanili, da un ripensamento "attivo" del ruolo e delle potenzialità creative dell’anziano.
Le nuove marginalità, anche legate ai processi di sviluppo, richiedono forme d’intervento basate sulla integrazione tra prestazioni sociali e politiche attive del lavoro (in presenza di adulti espulsi dal processo produttivo), volte alla realizzazione di flessibilità sociale; puntare in via prioritaria sull’entrata dei soggetti deboli nel mondo del lavoro risulta preferibile anche ai fini della coesione sociale.
I processi di immigrazione, ormai strutturali in un’Europa che ha abbandonato la "opzione zero", registrano talvolta tensioni che richiedono la ricerca di equilibri fra diritti di cittadinanza, ragioni dell’economia, protezione dei deboli e legalità; si sperimentano nuove politiche di integrazione, con riferimento anche alle seconde generazioni di stranieri immigrati.
L’associazionismo civile e la sperimentazione sociale permangono canali e strumenti fondamentali per consolidare la capacità di settori della società civile di agire a fini di utilità sociale, in modo autonomo o come corpo intermedio fra individui e stato. Cultura, società e dimensione etica. L’evoluzione della componente multietnica e multiculturale nel profilo strutturale della società europea, e in quella italiana in particolare, si intreccia con nuove problematiche culturali e valoriali, nelle quali la dimensione religiosa assume un peso talvolta rilevante. Ne conseguono interrogativi e riflessioni sul dialogo e la compatibilità o le tensioni e i conflitti tra universi culturali.
Riemerge un interesse diffuso per la dimensione etica, con riferimento sia alla integrazione delle preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle strategie d’impresa sia, più in generale, alle interrogazioni di fondo sullo sviluppo e la sua equità/sostenibilità/compatibilità con culture e identità.
Assumono enorme rilievo - anche sul piano della loro "normazione", in un contesto di consolidato pluralismo valoriale, le nuove questioni poste dalla scienza, in particolare dalla genetica/genomica e dalle scienze biomediche, rispetto a limiti della vita, manipolabilità genetica, appropriabilità delle relative conoscenze.
Si è consolidata una cultura critica in materia di ambiente e attenta ai patrimoni storici materiali e immateriali, con conseguenti diffuse aspettative di tutela e "risarcimento", anche alla luce di una sempre più netta attenzione alla dimensione qualitativa del rapporto con l’ambiente naturale; emerge una più diffusa e netta preoccupazione estetica, anche rispetto all’ambiente urbano.
Realtà urbane in trasformazione. Le realtà urbane italiane di maggiore rilievo vivono con particolare intensità i problemi delle transizioni e delle crisi in atto di assetti industriali "unipolari", spesso dominati da singole filiere produttive.
Si disegnano, con ancora ampi gradi di incertezza, matrici di sviluppo "policentriche", diversificate nel settore dei servizi alle imprese e alla persona e innervate dal sistema delle competenze.
Le città sono sempre più differenziate nelle figure sociali e istituzionali, mentre un continuum collega le diverse realtà, dal livello urbano a quello europeo, sulla base del principio, più volte ricordato, della sussidiarietà, con conseguenti problemi di coordinamento, fra i diversi livelli, delle risorse materiali e immateriali disponibili. La capacità di protagonismo delle città va di pari passo con una forte dialettica di competizione - cooperazione.
L’impegno per mantenere o acquisire le risorse necessarie a collocarsi nel panorama globale determina una nuova attenzione per le strategie urbane, che coinvolgono una pluralità di soggetti pubblici e privati, per le politiche di promozione e attrazione, per la "qualità urbana" fatta di eccellenze formative, di servizi socio-sanitari adeguati, di offerta di beni culturali e ambientali.
Nel contempo, il processo di apertura europea e internazionale delle città italiane, passa anche attraverso la costruzione o il completamento delle grandi reti infrastrutturali e il rafforzamento di scambi e alleanze transfrontalieri, in primo luogo con alcune delle realtà più dinamiche, sul piano scientifico industriale e culturale, del Sud Europa.Tendenze nel mondo delle fondazioni. Il peso delle fondazioni nella realtà italiana è cresciuto attraverso tre processi:
- il decollo delle fondazioni ex-bancarie ;
- lo sviluppo delle tradizionali fondazioni "di diritto civile", soprattutto grazie alla possibilità di riconoscimento regionale;
- l’emergere di nuove fondazioni dalla trasformazione del settore pubblico (teatri lirici, enti culturali, musei).
In Europa il processo di crescita delle fondazioni si intreccia con quello di integrazione europea.
Si sviluppano reti di cooperazione (EFC - European Foundation Centre, NEF - Network of European Foundations for Innovative Cooperation, INSP - International Network on Strategic Philanthropy), aperte anche alla collaborazione con le fondazioni americane, ma impegnate anzitutto a far crescere la "società civile europea"
Da qui anche i progetti per uno statuto della "fondazione europea", distinto da quelle delle associazioni, che consenta di favorire la cooperazione transnazionale, in un contesto legale e fiscale adeguato.
Le fondazioni devono essere sempre più soggetti che agiscono sulla scena globale, soprattutto attraverso i network sopra citati, sui temi che catalizzano l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale (Aids, povertà, condizioni dell’infanzia, catastrofi naturali).
Come soggetti caratterizzati da ampi orizzonti temporali e orientati all’innovazione, le fondazioni possono arricchire il pluralismo sociale e istituzionale e, soprattutto, dare un contributo importante alla soluzione di problemi complessi. -
Riferimento legislativo
La Fondazione, come peraltro indicato dall’attuale Statuto (art. 3), ha recepito attuandola la normativa vigente ed in particolare opera in conformità: della legge 23-12-1998 n.461, del Decreto Legislativo17-5-1999 n.153; dell’”Atto di Indirizzo” del Ministero del Tesoro (G.U. 10-8-1999 n. 186) e del Decreto Ministeriale del 18-5-2004 n.150 .
L’ambito geografico di riferimento riguarda,come sottolineato nella premessa, l’intero territorio nazionale ed internazionale con un’attenzione particolare alle aree meridionali del nostro paese.
Per quanto attiene, infine, più specificamente ai settori di intervento la Fondazione, nel definire il Piano Programmatico Pluriennale 2006-2008, ha introdotto la diversa individuazione dei settori adottata dal nuovo Statuto. Pertanto, le risorse previste per le attività istituzionali verranno destinate alle filiere di attività secondo la seguente distinzione :
Settori Rilevanti
- Volontariato, Filantropia,Beneficenza;
- Protezione e Qualità Ambientale;
- Arte, Attività e Beni Culturali;
- Salute Pubblica,Medicina Riabilitativa e Preventiva;
- Prevenzione della Criminalità e Sicurezza pubblica;
Settori Ammessi:
- Educazione, Istruzione e Formazione.
La scelta dei settori e la loro classificazione (rilevanti o ammessi) è rilevante al fine della determinazione della ripartizione delle risorse, prevedendo la normativa in vigore che le disponibilità debbano essere destinate esclusivamente ai settori prescelti, riservando ai settori prioritari almeno il 50% del risorse complessive.
Tale scelta, tuttavia , può essere riconsiderata ogni tre anni al fine di poter raccordare l’attività delle fondazioni ai mutamenti del contesto socio-economico nel quale operano, mentre il limite del 50% costituisce una soglia minima di risorse da destinare ai settori rilevanti che l’Ente può superare sulla base della propria autonomia decisionale. Per poter realizzare iniziative significative nei settori prescelti, la Fondazione nel gestire il proprio patrimonio deve conseguire un livello di redditività idoneo ad assicurarne le disponibilità necessarie, oltre che a garantire la copertura dei costi di funzionamento dell’Ente. E’ importante rilevare che i risultati della gestione devono anche consentire l’adempimento delle indicazioni contenute nella normativa che prevedono otre alla conservazione anche l’ implementazione del patrimonio in dotazione delle fondazioni .
Nei paragrafi successivi sono quindi posti in rilievo sia le linee strategiche di investimento che le strategie di intervento che concorrono a definire il quadro di riferimento al quale saranno riconducibili le singole scelte operate nelle due filiere di attività. -
La gestione del patrimonio
Per quanto attiene alla gestione del patrimonio, è utile ricordare che gli ultimi cinque anni sono stati diversamente caratterizzati. Nel primo triennio, infatti, è stato rilevato un andamento del ciclo economico a livello mondiale particolarmente negativo, mentre gli anni 2004-2005 hanno fatto registrare un’inversione di tendenza manifestatasi con una diversa intensità nelle differenti aree geografiche (più sostenuta in America ed Asia, più ridotta nell’area dell’euro ed in particolare in Italia).
I mercati finanziari, a loro volta, influenzati anche da fattori esogeni (il crollo delle torri a New York, le aspettative di conflitti bellici , di attacchi terroristici ecc.) hanno fatto segnare una pesante caduta delle quotazioni delle azioni il cui valore si è attestato su minimi storici per un arco temporale di circa tre anni, in presenza, soprattutto nel terzo esercizio, di una forte volatilità.
Durante gli ultimi due anni, gli investitori hanno beneficiato di un periodo di declino costante della volatilità (che ha toccato all’inizio del 2005 il minimo degli ultimi nove anni) accompagnato da un progressivo recupero del mercato azionario. Tuttavia, è bastato l’aumento di volatilità implicita, registrato alla fine del primo trimestre del 2005 - determinato dalla previsione di minore profitto da parte di grandi aziende come la General Motors - per far ripartire la salita del trend. La lettura di questi fenomeni pone in rilievo gli elementi di fragilità che condizionano la previsione di uno scenario futuro anche se una minore incertezza sulla crescita economica e sull’inflazione potrebbe aiutare a delineare in modo più efficiente le modalità di investimento del patrimonio mobiliare.
Alla luce dell’esperienza maturata in questo arco temporale particolarmente pesante, sia per la durata della fase recessiva sia per la complessità dei problemi che gli organi decisionali della Fondazione hanno dovuto fronteggiare e risolvere, anche attraverso l’adozione di una gestione più dinamica del patrimonio, è risultato sempre più evidente che non esiste una formula vincente predeterminabile per quanto attiene alla definizione dell’asset allocation. La scelta più cautelativa resta, quindi, quella che prevede una ripartizione prudenziale del portafoglio nelle diverse modalità di impiego che consentano una modulazione del rischio, privilegiando, in particolare, forme di investimento che garantiscano la restituzione del capitale e assicurino un rendimento annuale, che pur attestandosi ad un livello di rischio contenuto sia compatibile con il volume delle attività istituzionali previste ed idoneo a salvaguardare il patrimonio dall’inflazione.
In sintesi, l’obiettivo prioritario che guiderà le scelte di gestione del prossimo triennio sarà la tutela del valore del patrimonio in dotazione, raggiungendo il necessario livello di stabilizzazione che potrà consentire agli organi di gestione presenti e futuri di operare le proprie scelte su basi consolidate.
Tuttavia per raggiungere un grado apprezzabile di stabilizzazione nel senso indicato è necessario che la remunerazione del capitale investito si attesti - sulla scorta dell’esperienza consolidata - intorno a valori di rendimento netto pari a circa il 4% per il 2006, mentre nell’arco temporale residuo dovrà posizionarsi su un valore medio che assicuri l’inflazione più due punti. Avendo a riferimento tale obiettivo, per gli anni successivi gli specifici Piani Annuali individueranno il tasso di rendimento da raggiungere nel relativo esercizio.
Tale target non è di facile reperimento sul mercato e lo dimostrano anche le quotazioni, elaborate dalla Banca Centrale Europea, dei tassi d’interesse applicati ad investimenti con un orizzonte temporale a dieci anni che prevedono livelli inferiori di redditività (3,40 circa al lordo delle ritenute).
Per raggiungere l’obiettivo prefigurato si rende, pertanto, necessaria l’adozione di una modalità di gestione del patrimonio che riesca a coniugare l’esigenza di redditività con il contenimento del rischio, entro limiti accettabili per la difesa del patrimonio stesso. Detta modalità può essere configurata prevedendo un “core”, cioè una parte rilevante del patrimonio, vincolato al raggiungimento di livelli di remunerazione del capitale investito compatibili con un grado accettabile di rischio ed una “componente satellite” di modesta entità che, impiegata ad un livello di rischio superiore, possa assicurare un ritorno più consistente atto a conseguire il risultato atteso.Con queste considerazioni, le linee guida di gestione del patrimonio che dovranno essere adottate nel Triennio faranno riferimento ai criteri di seguito riepilogati:
- adottare strumenti idonei alla salvaguardia del patrimonio in sintonia con la normativa in vigore;
- ricorrere alla gestione sia tramite intermediari abilitati che diretta, utilizzando in quest’ultimo caso, ove occorra, anche il supporto di advisors;
- confermare l’affidamento della gestione del proprio patrimonio ad un numero limitato di gestori sulla base dei risultati conseguiti;
- prevedere che una parte non rilevante del patrimonio possa essere investita in prodotti che presentino, anche se entro termini definiti, calcolati livelli di rischio per compensare il minor risultato atteso dagli altri strumenti finanziari adottati;
- diversificare il rischio di investimento anche acquisendo partecipazioni di minoranza in società con un buon potenziale di reddito;
- impiegare una quota adeguata del patrimonio nella costituzione di Società di scopo, generatrici di risorse aggiuntive e di nuove opportunità.
Nel rispetto dei suddetti criteri e sulla base delle linee già sperimentate nel corso dell’ultimo quinquennio, si prevede di adottare, per il momento, la ripartizione del portafoglio mobiliare adottata negli esercizi precedenti come di seguito riportata:
- liquidità e obbligazioni a breve 20%
- obbligazioni/strutturati a medio e lungo termine 40%
- deposito amministrato e titoli azionari in gestione 30%
- partecipazioni e nuove opportunità 10%
Le percentuali di riferimento prevedono un margine di oscillazione che potrà essere del 10%, in più o in meno (del valore totale del patrimonio) rispetto alla base fissa. L’Organo di indirizzo si riserva di riconsiderare la ripartizione prevista nell’Asset Allocation qualora il quadro macro-economico evidenzi sensibili mutamenti di medio periodo. Attualmente la configurazione del portafoglio si allinea sostanzialmente alla suddetta ripartizione. Gli unici scostamenti di modesta entità ancora rilevabili sono attribuibili alla congiuntura del mercato borsistico ,che ha suggerito l’acquisto solo momentaneo di azioni nel portafoglio gestito, e l’impiego delle risorse destinate a partecipazioni e nuove opportunità in altre modalità di investimento,in attesa di poter individuare iniziative che rientrino in queste fattispecie.
E’ opportuno, infine, osservare che:
- i criteri di conferimento dei mandati ai gestori istituzionali prescelti, dovranno tenere conto, oltre che di una comprovata affidabilità, anche della specifica professionalità dimostrata nelle diverse tipologie di prodotto e di mercato.
- qualora dovessero intervenire mutamenti sensibili delle condizioni di mercato nel prossimo periodo, al fine di supportare gli organi di amministrazione nelle decisioni operative, si dovrà prevedere una valutazione dello stato del portafoglio anche con l’eventuale coinvolgimento di esperti, per l’individuazione degli eventuali aggiustamenti che si rendesse necessario apportare all’asset allocation indicato.
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Le attività istituzionali
La strategia di intervento della Fondazione nel compiere la propria missione istituzionale, è strettamente correlata alla strategia di gestione del patrimonio. Con ciò si intende dire che da un lato la capacità di erogazione è legata direttamente ai risultati reddituali prodotti dal patrimonio, che ne delimitano i confini quantitativi, dall’altro, le scelte operative mirate alla creazione di Società di Scopo, generatrici di risorse aggiuntive e di nuove opportunità, potrebbero concorrere a rafforzare la visibilità esterna della Fondazione nei settori prescelti come prioritari.
È opportuno sottolineare, inoltre, che essendo le risorse destinabili all’attività istituzionale necessariamente contenute per le aspettative di reddito derivabili dalla relativa consistenza del patrimonio -che pone l’Ente, nella classifica per dimensione, tra le piccole e medie fondazioni- , una particolare attenzione nel triennio di riferimento dovrà essere posta nella selezione delle iniziative da finanziare, che dovrà essere condotta con il massimo rigore per privilegiare nella scelta interventi significativi, di sicuro impatto in termini di immagine e di ricadute socio-economiche.
La Fondazione dovrà comunque assicurare un’equilibrata destinazione delle risorse, dando la preferenza a programmi di particolare rilevanza sociale, in ambito nazionale ed internazionale, finanziando iniziative progettuali ed erogando contributi, secondo i criteri indicati al punto 4.2.
Nel dettaglio, sono di seguito indicati i settori di intervento nei quali la Fondazione opererà nel triennio di riferimento.-
Settori Rilevanti
Volontariato, filantropia, beneficenza:
Afferisce alla promozione ed attuazione di iniziative ed interventi diretti ad Enti ed Associazioni dediti all’assistenza, al miglioramento morale, economico e sociale ed all’integrazione delle categorie sociali deboli sia in Italia che all’estero, con esclusione di interventi diretti alle singole persone. Nella filiera è compresa anche la promozione e l’attuazione di iniziative ed interventi a favore sia dei dipendenti del gruppo F S S.p.A e dei loro familiari che si trovino, a causa di gravi eventi, in particolare situazione di disagio, sia a promuovere la formazione e la crescita culturale e professionale dei giovani figli di ferrovieri. A tale scopo, la Fondazione ha costituito, assieme alla Compagnia di assicurazione HDI e la IFL (oggi Istituto Bancario del Lavoro), l’Associazione “BNC Assistenza e Solidarietà”, incrementando così la capacità di erogazione. L’esperienza maturata, comunque, dovrà indurre nel triennio di riferimento ad una riflessione sulle modalità di impiego delle risorse selezionando gli obiettivi per aumentarne l’incisività.Protezione e qualità ambientale:
fa riferimento in prevalenza alla realizzazione di studi, ricerche, progetti e alla formazione, principalmente nel settore dei trasporti, delle comunicazioni, della logistica e dell’impatto ambientale. Va ricordato che questa tematica, per le ragioni storico-istituzionali ricordate in premessa, riveste una particolare valenza tra le attività promosse dalla Fondazione. In tal senso, si rinnova la volontà di fornire, anche attraverso programmi cofinanziati, validi supporti alle Istituzioni nella definizione delle linee strategiche della politica dei trasporti.
Si conferma, a questo proposito, il ruolo di partner e proponente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’elaborazione di studi e ricerche a supporto dei progetti di sviluppo a livello nazionale ed europeo così come definito attraverso il protocollo d’intesa ed il Comitato Tecnico Misto.
La Fondazione si avvale, nel realizzare studi e ricerche, nonché la specifica formazione nel comparto dei trasporti e della logistica, del supporto professionale ed esecutivo della propria società strumentale ISFORT SPA - creata con le Ferrovie dello Stato - alla quale è affidato il compito di sviluppare ed approfondire le tematiche individuate.
L’ISFORT, che nel corso di questi anni ha consolidato la propria collocazione nel mercato dei servizi di formazione e ricerca sulla mobilità, oltre a recepire tali indicazioni, si fa essa stessa promotrice di indagini rivolte a leggere ed interpretare i fenomeni e le tendenze più rilevanti.
Il trasporto resta, comunque, uno dei nodi centrali da affrontare: da qui la scelta di proseguire il monitoraggio delle tendenze della mobilità degli individui e delle merci e di mantenere aggiornati gli Osservatori della Mobilità e della Logistica.
I Rapporti congiunturali che ne scaturiscono alimentano un patrimonio informativo di riconosciuta utilità per la ricerca analitica, l’approfondimento e l’elaborazione di ipotesi di possibili scenari futuri.Arte, attività, beni culturali:
riguarda il finanziamento di studi, ricerche, pubblicazioni e manifestazioni di alto valore culturale, con particolare riguardo – vista la positiva esperienza maturata - alle attività dirette al restauro ed al recupero dei beni artistici di particolare pregio. Si conferma la validità della collaborazione con le istituzioni pubbliche, Sovrintendenze e Comuni, preposte alla conservazione e salvaguardia del patrimonio artistico e culturale del Paese, collaborazione che ha reso possibile la realizzazione di iniziative di notevole prestigio nella cui realizzazione si è potuto disporre del contributo di qualificati esperti del settore. Avvalendosi dell’esperienza positiva maturata, la Fondazione sosterrà anche nei paesi sconvolti da eventi bellici o da calamità naturali iniziative concernenti il recupero e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale che rappresenta il riferimento più importante perchè un popolo possa riconoscere il proprio radicamento territoriale.Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa:
riguarda il finanziamento di studi, ricerche, attività progettuali e acquisto di apparecchiature diagnostiche nel settore sanitario, con una particolare attenzione alla prevenzione e alla riabilitazione, attraverso il sostegno di attività di Enti ospedalieri e non, abilitati a tale scopo. Per finalizzare efficacemente gli interventi e per l’esperienza maturata, risulta opportuno concentrare le risorse su progetti e programmi ad alto grado di innovazione e/o con finalità di medicina preventiva, soprattutto con riguardo a patologie di grande impatto sociale.Prevenzione, criminalità e sicurezza pubblica:
in questo settore viene individuata la promozione ed attuazione di interventi e iniziative volti al risanamento sociale, allo sviluppo economico e culturale, con particolare riferimento alle aree Meridionali, nonché al sostegno dell’integrazione sociale.
Tale ambito risponde ad un impegno peculiare della Fondazione che ha voluto sottolineare, attraverso la norma statutaria, l’orientamento a promuovere cultura della legalità, nei territori ad alta concentrazione di criminalità organizzata, quale fattore propedeutico allo sviluppo economico e sociale.
L’esperienza acquisita porta a valutare l’opportunità di continuare a sviluppare una linea coerente di indagine e di intervento che rilevi l’evoluzione socio-economica dei territori meridionali, sviluppi progetti di promozione di cultura della legalità, individuando i soggetti (scuole prima di tutto, ma anche istituzioni pubbliche e Associazioni operanti nel settore) verso i quali indirizzare tale impegno. In tal senso, tutte le iniziative realizzate al Sud nei vari settori finiscono per assumere, oggettivamente, un carattere polivalente di natura intersettoriale, di risanamento sociale e di sostegno allo sviluppo economico.
Sempre in questo quadro, la Fondazione ritiene, infine, opportuno sviluppare le tematiche connesse alla protezione civile, attraverso il finanziamento di convegni, corsi, e master, borse di studio ed altro, atti a sensibilizzare le Istituzioni e a creare figure professionali in grado di fronteggiare emergenze e calamità naturali di cui negli ultimi anni il nostro Paese è stato teatro. Data la crescente importanza che questo settore riveste, la Fondazione intende ribadire il proprio impegno a sviluppare iniziative in tal senso.
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Settori Ammessi
Educazione, istruzione e formazione
: afferisce al finanziamento di corsi, master universitari e post-universitari, borse di studio e stages che promuovano l’approfondimento di particolari tematiche e l’acquisizione di professionalità idonee a facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani.- L’esperienza acquisita dalla Fondazione nell’ultimo triennio e l’individuazione delle specifiche azioni attivabili nell’ambito di ciascuno dei settori di intervento, sottolinea con maggior efficacia il proseguimento degli obiettivi strategici che si richiamano sempre alla peculiarità della propria origine storica e culturale, in virtù della quale, la Fondazione desidera mantenere una particolare attenzione ai programmi di ricerca e formazione relativi al settore dei Trasporti.
- In logica continuità con il precedente Piano Strategico-Programmatico ed in virtù della propria autonomia territoriale, la Fondazione, come già richiamato, non pone limiti geografici predefiniti alla sua attività, avendo ormai consolidato un’esperienza di interventi sia sul territorio nazionale che all’estero. In tale contesto, permane la volontà di rafforzare il proprio impegno a favore delle aree meridionali
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Programmi e priorità
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L’orientamento di fondo
- Nella definizione dei programmi, ed in particolare nell’individuazione degli specifici progetti anche di carattere pluriennale, si proseguirà nell’adozione di una politica che privilegi le iniziative di rilievo e di elevato valore per la collettività e le istituzioni. Tale orientamento, oltre a produrre risultati di grande interesse socio-culturale, consentirà di enfatizzare la visibilità della Fondazione qualificandone all’esterno l’attività svolta.
Dato il necessario livello di generalizzazione del Piano Strategico, non sono definite nel dettaglio in questa sede le iniziative che la Fondazione si propone di attuare nel periodo di riferimento, obiettivo, quest’ultimo, esplicitato nel Documento Programmatico Previsionale di ciascun anno, in conformità alle linee strategiche contenute nel Piano pluriennale.
In occasione della pianificazione annuale, verrà definita l’allocazione delle risorse erogabili nell’ambito dei vari settori, in considerazione delle disponibilità finanziarie presenti e verranno individuati gli strumenti ritenuti più idonei al perseguimento degli obiettivi prefissati.
In quest’ottica, compito della Fondazione sarà cogliere tempestivamente l’evoluzione dei settori di intervento per rispondere meglio alle esigenze derivanti dai rapidi mutamenti imposti dalla tecnologia e dalle variazioni socio economiche.
In presenza di mutamenti sostanziali dello scenario macro economico e sociale e dell’evoluzione normativa che dovessero far riconsiderare anche le linee strategiche definite nel Piano pluriennale, sarà compito dell’Organo preposto apportare le necessarie revisioni al piano strategico per meglio rispondere a tali cambiamenti.
Viene, inoltre, ribadito che la Fondazione, non avendo un radicamento territoriale non rinuncerà alla sua vocazione di operare in campo internazionale e nazionale, con particolare riferimento al Mezzogiorno ed ai territori di elezione statutaria con i cui organismi istituzionali potrà sottoscrivere protocolli o altre modalità di collaborazione. -
Le iniziative strategiche
Si potrà valutare l’opportunità di esercitare attività di impresa, attraverso associazioni, forme consortili o società, generatrici di risorse aggiuntive, operanti in via esclusiva e strumentale per la realizzazione delle finalità inerenti i settori di interesse della Fondazione.
Tali soggetti si potranno adoperare per accedere anche a finanziamenti derivanti da Fondi istituzionali, al fine di generare un effetto moltiplicativo tale da rendere possibile la realizzazione di progetti ambiziosi.
Visto l’interesse specifico della Fondazione nei confronti del Mezzogiorno, si potrà valutare la possibilità di creare strutture aventi come finalità la promozione di attività di crescita economica e sociale in quest’area geografica.
Nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e della logistica, potrebbe essere opportuno, ad esempio, mettere in relazione i programmi di ricerca con gli interventi programmati in specifiche aree territoriali, raccordandosi con gli enti territoriali competenti.
Sarà, inoltre, utile focalizzare l’impegno nella formazione sui temi della protezione e della qualità dell’ambiente. In questo senso, si potranno stabilire rapporti organici con le Università e con esse definire percorsi comuni, istituendo Corsi di alta formazione e Master in grado di produrre professionalità riconosciute in Italia e in Europa, nonché la realizzazione di percorsi di perfezionamento in grado di far conseguire crediti formativi universitari.
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Strategie di intervento
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Criteri per l’incremento delle risorse
Come illustrato in precedenza, oltre all’impiego delle risorse proprie, derivanti dal reddito prodotto dalla gestione del patrimonio, secondo le linee guida indicate nel paragrafo 2.2, al fine di meglio perseguire il raggiungimento dei propri obiettivi, la Fondazione eserciterà le proprie attività attraverso partecipazioni in idonei soggetti giuridici, generatori di risorse aggiuntive, per la realizzazione delle finalità inerenti ai settori di interesse della Fondazione stessa.
E’ opportuno, inoltre, sottolineare l’utilità di un eventuale ricorso strutturale ai finanziamenti comunitari, attraverso le specifiche società strumentali, al fine di generare, con il proprio apporto finanziario, risorse aggiuntive. -
Criteri di individuazione dei progetti ed iniziative
In riferimento ai vincoli economici e all’imprescindibile obiettivo di accrescere la riconoscibilità e l’immagine esterna della Fondazione enunciati nel presente Piano, la selezione delle iniziative e progetti da finanziare nell’ambito dello svolgimento dei programmi istituzionali, dovrà rispondere alle linee guida di seguito rappresentate:- enucleare, nell’ambito delle proposte esaminate, un insieme ristretto di interventi, in modo da concentrare la disponibilità di risorse in filoni più consistenti e più definiti di attività;
- privilegiare, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, quegli interventi che, pur impegnando maggiormente la Fondazione, possano portare una maggiore ricaduta di immagine, evitando l’effetto “a pioggia” che si avrebbe disperdendo le limitate risorse a disposizione in settori tra loro non integrati;
- privilegiare gli interventi per i quali è: prevedibile uno sviluppo successivo e che potrebbero diventare fonti di futuri nuovi investimenti, dando una maggiore continuità nel tempo all’attività istituzionale
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Criteri di conduzione delle attività
L’attività istituzionale continuerà ad essere espletata attraverso la promozione di propri progetti, nonché attraverso il sostegno finanziario a progetti presentati da soggetti esterni, affidandone la realizzazione sia a terzi che a proprie strutture, siano esse imprese strumentali, strutture consortili o affini. Il ricorso ai soggetti strumentali presuppone una verifica preliminare che individui ipotesi di partnership orientate ad apporti di Know-how, di risorse economiche e di strutture organizzative.
Per l’esercizio delle proprie attività, nel caso che queste vengano svolte da soggetti terzi, la Fondazione può: detenere partecipazioni, anche di controllo e compiere, con le dovute modalità, ogni operazione finanziaria, commerciale, immobiliare e mobiliare, necessaria ed opportuna. -
Strategie di comunicazione
La Fondazione attribuisce particolare importanza alla promozione della propria attività istituzionale, agendo simultaneamente su molteplici canali di diffusione. Gli obiettivi da perseguire nei confronti di un sempre più incisivo riconoscimento della Fondazione all’esterno riguardano:
la divulgazione ad ampio spettro delle attività svolte e la promozione del patrimonio culturale specifico della Fondazione, per consolidarne prestigio ed immagine istituzionale;
la fruibilità – da parte dell’utenza interessata- degli studi realizzati e delle esperienze acquisite.
A tale scopo dovranno essere ulteriormente sviluppate ed alimentate le fonti di diffusione alternative alla editoria classica che, oltre l’utilizzo del sito internet, consentano la più ampia divulgazione dei risultati delle iniziative concluse.
Fondamentale sarà l’allocazione di una quota adeguata dei fondi assegnati ai programmi finanziati per la divulgazione delle iniziative promosse (pubblicazioni, seminari, convegni, dibattiti, eventi tematici, etc.) a valorizzare ,esternalizzandone le componenti più significative, l’attività della Fondazione, che spesso in passato ha conseguito rilevanti risultati pur investendo risorse limitate.
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Scenari di riferimento
